Giornalino d’Istituto Anno 0

 Numero unico di  Aprile 2008

Urrah!! E’ uscito il primo numero di ‘’MITICI”, giornalino del nostro ITC. Ecco alcuni articoli, l’intero giornale è scaricabile cliccando su Download. 

logoChe nome strano per un giornale! di C. Di Leo e A.Ricchiuti

 Quando ci proposero di entrare a far parte della redazione di un giornalino scolastico, non avevamo un’idea ben precisa di ciò che si dovesse fare; il giornalino ci dava di pesante, scolastico…ci dava di vecchio!
Poi però pensammo che probabilmente sarebbe stato qualcosa che ci avrebbe fatto divertire; ci avrebbe fatto conoscere altre persone, nomi e volti nuovi con cui confrontarsi, con cui scoprire di poter creare qualcosa di nostro.
Cambiammo idea, e perciò ora siamo qui a raccontare com’è nato questo giornalino.
Trovargli un nome non è stato semplice; bisognava pensare ad acrostici, giochi di parole che in qualche modo rappresentassero e facessero riferimento al nostro Istituto, il mitico ITC (Istituto Tecnico Commerciale). …. fu così che abbiamo avuto l’illuminazione, inaspettata come un fulmine a ciel sereno: ” MITICI “.
MITICI, come gli articoli che leggerete e nei quali si scopre una realtà sorprendente, come quella che riguarda, ad esempio, i “nuovi adolescenti”;
MITICI, come gli sforzi che abbiamo fatto per cercare temi e personaggi interessanti;
MITICI, come gli errori che sicuramente troverete sparsi, ma noi diremo che sono errori di stampa e ci salveremo così la faccia;
MITICI, come lo sono sempre i giovani che si impegnano in qualcosa di creativo.
Allora accogliamo il nostro giornalin o con il tormentone di quel personaggio dei cartoni animati, tanto cialtrone quanto simpatico, che è Homer Simpson e urliamo…… MI-TI-CO!!!!!  

 titolo articolo                                 
Esistono ancora gli schiavi?
di G.Belgiovine e E.Losciale

Sì! Sono le donne straniere che arrivano sempre più numerose dall’estero e che pur di portare qualcosa a casa, e far sopravvivere le loro famiglie, sono costrette a prostituirsi; sono i ragazzini che arrivano in Italia, incominciano dall’elemosina e finiscono nel mercato del sesso o in quello del traffico d’organi.
Purtroppo le vittime quando entrano in questo giro non sono capaci di uscirne più fuori perché ricattate e minacciate di morte; non solo la loro, ma anche quella dei figli piccoli lasciati a casa o dei genitori anziani.
La cosiddetta schiavitù moderna rappresenta la più ricca attività illegale della criminalità organizzata, le cui cifre sono davvero impressionanti: oltre 600 mila persone vengono rapite e vendute ogni anno in Europa da delinquenti.
Nell’80 per cento dei casi le vittime sono donne, molto spesso adolescenti. Si tratta soprattutto di schiavitù sessuale, ma una parte del traffico mira al trapianto di organi, al lavoro forzato e alle adozioni illegali.
Il primo febbraio 2008 è entrata in vigore, in 14 paesi europei (in Italia non è ancora legge dello Stato), la convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta di esseri umani.
Essa consente alle vittime di avere un permesso di soggiorno temporaneo (indipendentemente dalla collaborazione con le forze dell’ordine), di non essere accusate di delinquere, di avere accesso ai servizi sanitari, di avere diritto all’istruzione per sé o per i loro figli.
Un grosso passo avanti è stato fatto, ma non basta; i governi dei paesi europei devono anche fare in modo che i propri cittadini contribuiscano a scoraggiare la tratta non richiedendo più prestazioni sessuali, sapendo che non si tratta di prostitute ma di schiave.
La legge prevede infatti anche la possibilità di perseguire i clienti, la cui responsabilità non è certo secondaria. Se non ci fossero i clienti, che alimentano il mercato, non ci sarebbe nemmeno l’offerta!